Il buio oltre la siepe – Harper Lee

Harper Lee è nata in Alabama, nel 1926. È un avvocato, lavora presso una compagnia aerea e decide di abbandonare il suo impiego per scrivere un libro: nasce così, nel 1960, Il buio oltre la siepe. 
Quello che mi era sempre stato detto di questo romanzo era che bisognava leggerlo. In effetti, è proprio così. Il buio oltre la siepe è la vita degli anni Trenta, dopo la grande depressione, vista dagli occhi di Scout, una ragazzina tutto pepe, senza paura e anticonformista. Racconta la sua infanzia nel paese di Maycomb, con le sue signore, i suoi pregiudizi, quella famiglia strana il cui figlio non esce di casa da sempre, i Radley, e l’allegria, l’innocenza di un’età dalla quale lei e suo fratello Jem impareranno cos’è l’ingiustizia.

Atticus, il padre di Scout, è un avvocato e sarà chiamato a difendere Tom Robinson, un uomo di colore accusato di stupro. Tom è portatore di handicap, ha un braccio totalmente immobile, ed è perciò evidente come egli non sia il colpevole; tuttavia, egli verrà imprigionato e nella sua prigione mediterà il suicidio. Il sapore della prima vera ingiustizia, del primo scontro con una realtà amara sarà per Jem determinante nella crescita, nel suo passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Per Scout, sarà la prova di ciò che aveva sempre sospettato: il mondo è strano, che lo si voglia o no. 

-E allora come spieghi che i Cunningham sono diversi da noi? Il padre di Walter sa a malapena fare la sua firma, l’ho visto io. La differenza sta proprio in ciò: che noi sappiamo leggere e scrivere da più tempo di loro.
-No, tutti devono imparare, nessuno nasce sapendo già le cose. No Jem, io credo che la gente sia di un tipo solo: gente, e basta!
 quel che pensavo anch’io quando avevo la tua età. Ma se gli uomini sono di un tipo solo, come ti spieghi che non vanno mai d’accordo tra loro? Se sono tutti uguali, perchè passano la vita a disprezzarsi a vicenda? Comincio a capire una cosa, Scout: sai perché Boo Radley è rimasto chiuso in casa tutto questo tempo? Perché vuole starci dentro.

Harper Lee riesce a raccontare come facciano male i pregiudizi e quanto possano risultare naturali, se si viene educati ad essi fin dall’inizio. Jem e Scout, proprio perché cresciuti da un padre dall’instancabile devozione verso la giustizia, si troveranno in diverse occasioni a dover lottare per affermare se stessi, per riconoscere che non sempre la maggioranza ha ragione. 
A chi rimane deluso per la morte ingiusta di Tom, si deve rispondere che il significato del libro non è, in prima istanza, il trionfo del bene sul male, così come, tuttavia, non lo è del male sul bene. La condanna e la morte di un innocente non sono state vane, se ci sono persone come Jem e Scout pronte a indignarsi; loro sapranno tenere la testa alta davanti a una realtà che non li rappresenta e che forse non li rappresenterà mai. Questo è il coraggio, questa è la vita. Quella vera. 
*Harper Lee ha pubblicato, nel 2015, Va’, metti una sentinella (ed.or. Go, set a Watchman), che è il seguito di Il buio oltre la siepe. La nostra recensione, a questo link.
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