Mess-life: il mondo dei bike-messenger di Nicola Muratore

Se pensate che bike messenger sia un’applicazione del vostro smartphone o vi state chiedendo chi siano quei tipi in bicicletta sempre di fretta che incrociate ogni giorno, forse è il caso di leggere Mess-life, il prezioso ebook di Nicola Muratore (Jona Editore 2017, 10 €). La figura del bike messenger è, almeno in Italia, relativamente recente, ma è normale oramai vedere sfrecciare tra il traffico giovani in bicicletta muniti di casco, con la tracolla carica o una bici oblunga (la cargo in linguaggio tecnico). Nell’immaginario collettivo, spesso si pensa a loro come a semplici fattorini in bicicletta, ma la questione è in realtà molto più complessa. Dietro a quello che molti – erroneamente- non esiterebbero a definire “un semplice lavoretto” si nasconde un insieme di rituali, abitudini e storie che meritano di essere raccontate.

Nicola Muratore ha provato a raccontare questo mondo, di cui fa parte, mettendone in mostra i pregi e difetti, giocando volutamente con le narrazioni e gli stereotipi che rendono i bike messenger una “tribù” molto, molto interessante. Il risultato è un libro accattivante e scorrevole, anche per i profani della bicicletta, capace di alternare l’esperienza autobiografica alla descrizione delle diverse componenti tecniche della bicicletta (sapete cos’è una bici a pignone fisso?). Leggendo Mess-life si scoprirà, ad esempio, che in molti casi il lavoro del bike messenger nasconde una passione per la bicicletta e la corsa che precede il lavoro stesso. Certo, si lavora per necessità, ma in molti casi ciò non va in disaccordo con la voglia di vivere esperienze nuove e incontrare persone che possono cambiare la vita. È sicuramente il caso di Nicola Muratore e di molti altri che sono diventati bike messenger per vie trasversali, tramite amici amanti dalle due ruote, non necessariamente appassionati del Giro d’Italia o ciclisti della domenica.

Di giorno consegnavano pacchi con qualsiasi condizione climatica. La sera si ritrovavano a bere a La Bicicleta, ma non sembravano colleghi, sembravano una famiglia. Durante il fine settimana, quando non pedalavano per lavoro, pedalavano per piacere. Organizzavano pic-nic, escursioni in bici, e la sera si andava tutti insieme a bere o a ballare, se non c’era in programma qualche gara illegale o qualche festa per ciclisti. (Mess-life, cap.III)

Quello del bike messenger, in effetti, è un vero e proprio modo di vivere. Intorno alle consegne si dipana un mondo fatto di gare e competizioni più o meno clandestine, organizzate con spirito goliardico oramai un po’ dappertutto. Il bike messenger, va ripetuto, non è infatti un semplice fattorino in bicicletta, ma un ibridazione tra un atleta, un professionista e, come sottolinea ironicamente Nicola Muratore, un amante della birra fresca a fine turno. Contrariamente ad altri settori e sport, ciò che sembra prevalere non è tanto un esasperato spirito di competizione, quanto la voglia di mettersi in gioco testando i propri limiti incontrando altri appassionati. Non si spiegherebbe altrimenti la partecipazione di molti bike messenger a una serie di eventi e gare, anche in Italia, che simulano il loro lavoro quotidiano, con tanto di “finte consegne” e check point da rispettare. Oltre al sacrificio e alla determinazione richiesti per un lavoro molto faticoso e a volte pericoloso, resta fondamentale divertirsi.

Insomma, come ci racconta bene Nicola Muratore, il bike messenger si distingue da un semplice fattorino in sella per la serietà la professionalità che dedica al suo lavoro, ma anche per il profondo amore per le biciclette (in cui di solito investe buona parte del suo stipendio) e per tutta quella serie di eventi satellite che portano alla creazione di una vera e propria comunità, diffusa concretamente e idealmente in tutto il mondo. Una comunità che, tra le altre cose, prova anche a riappropriarsi di spazi urbani spesso concepiti unicamente per le quattro ruote, permettendo anche un notevole risparmio in termini di inquinamento delle nostre città.

Questo aspetto segna anche la differenza, sicuramente importante, tra le varie compagnie e aziende e start-up di bike messenger, che come in ogni ambito lavorativo, si distinguono per il tipo di retribuzione, garanzie e ritmi che impongono ai propri dipendenti o collaboratori. Così come ci sono start-up, recentemente salite agli onori della cronaca, che pur di garantire un servizio finiscono per sfruttare i propri collaboratori, esistono allo stesso modo aziende ormai consolidate in grado di coniugare la qualità del servizio, la sostenibilità ambientale e determinate garanzie per i propri lavoratori. Non si può fare di tutta l’erba un fascio.

Leggendo Mess-life, il bike messenger appare allora come una figura professionale con determinate competenze, atletiche, logistiche e tecniche imprescindibili. Una figura destinata, nell’era dell’e-commerce, a popolare le nostre strade e i nostri bar. Una figura di cui Nicola Muratore riesce sicuramente mettere in luce, tramite aneddoti e riflessioni personali, gli aspetti più interessanti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...